Studi cinema? Mi dispiace.

Il primo post serio di questo blog riguarda una cosa a cui penso spesso, ma prima di entrare nel vivo della cosa bisogna fare alcun premesse. Anche per permettere ai quei tre lettori, che non siano i miei familiari e amici più cari, che leggeranno il mio blog di conoscermi un po’ di più. ( “E chi se ne frega”, direte voi.)

Per prima cosa è necessario sapere che durante l’ultimo anno e mezzo la mia vita è cambiata in modo radicale. E quando dico radicale, dico sul serio.

Un anno e mezzo fa ero una neo laureata in ingegneria che si apprestava a cominciare una specialistica in un ramo delle telecomunicazioni di cui nemmeno ricordo il nome (meglio così). Poi, siccome ognuno di noi ha almeno un momento di lucidità nella vita, ho deciso che della specialistica in telecomunicazioni non me ne poteva fregare nulla e che avrei seguito i miei sogni per entrare in un’accademia di cinema.

Detta così sembra una bella favoletta, in realtà questa decisione mi è costata parecchio. Qualcosa come un esaurimento nervoso, litigi vari coi genitori che, manco a dirlo, non accettavano l’idea di vedermi rovinare per sempre una carriera scolastica tanto perfetta. La parte dei genitori è stata la più dura perchè sapevo che li avrei delusi, sicuramente l’ho fatto e ancora sperano di vedermi rinsavire un giorno. In compenso davvero tante persone mi hanno dato forza, le persone che mi conoscevano bene e sapevano che ingegneria non mi avrebbe mai permesso di vivere una vita non dico felice, ma almeno serena. Per loro scriverò altro, in un altro post.

Detto questo, arrivo al succo del discorso. E’ da un anno e mezzo circa, facciamo anche due anni, che quando mi presento a qualcuno o rivedo qualcuno dopo molto tempo e che quindi non sa nulla di quello che faccio e che ho deciso di fare ho un po’ di timore a rivelare quali siano i miei studi. La paura è dovuta al fatto che quando dico: “Faccio un’accademia di cinema a Milano!”, scatta subito il sorrisino, l’occhio al cielo, le frasi di circostanza che mi fanno capire quello che realmente pensano. Quelli che mi conoscono e che conoscono il mio percorso scolastico, mi guardano come se d’improvviso fossi da internare in manicomio e subito dopo mi parlano come se fossi da compatire. Povera me, che ho deciso di fare la fame, ero così brava. Quelli che mi conoscono per la prima volta, invece, mi guardano come se fossi la nuova illusa del secolo e molti mi chiedono se voglio fare la velina, ma questa è un’altra storia.

A tutto questo si aggiunge un altro disagio. Mi trovo spesso in imbarazzo con altre persone quando si parla degli studi universitari. Molto spesso parlo della mia esperienza passata perchè parlare di quella attuale mi mette in imbarazzo. Un po’ per i motivi che ho citato prima e un po’ perchè io parlerei di cose che nella maggior parte dei casi non interessano a nessuno e molto spesso posso sembrare un’invasata o una scema che parla di bracci meccanici e cose astruse che si usano nel cinema. L’altro rischio è quello di sembrare una che se la tira di brutto e non è esattamente la mia intenzione. Semplicemente parlo di quello che faccio.

Inoltre molto spesso per gli altri, che hanno occupazioni “normali” (se così vogliamo definirle) è difficile capire che certe scelte si sono prese per motivi molto seri e non perchè non mi piace lavorare. Io amo lavorare, voglio lavorare, ma voglio fare un lavoro che mi piaccia.

Poi in Italia è difficile far passare il messaggio che una persona che si occupa di audiovisivi non solo è una persona che lavora, ma è una persona che ha bisogno di vivere come tutti gli altri e quindi ha bisogno di essere pagata.

Perchè sì, il lavoro di chi si occupa di audiovisivo è un mestiere professionale che si impara, che non tutti possono fare. Io non oserei mai aggiustare un tubo od operare qualcuno al cuore.

Ho scelto di fare un determinato percorso e questa scelta mi è costata. Ho superato delle selezioni, solo 100 persone all’anno entrano nella mia accademia e solo 12 seguono la specializzazione per cui sono stata presa. Eppure io agli occhi di molti sono una povera scema a cui è partito il cervello per sempre.

Mi consola il fatto che non tutti sono così e che un giorno quando avrò il lavoro per cui sto facendomi un culo quadro potrò togliermi molti sassolini dalla scarpa. Scusate la nota di presunzione, ma ogni tanto ci vuole e mi sento molto ottimista riguardo il mio futuro. Ogni tanto accade.

Grazie per aver letto, alla prossima!

Giulia.

 

11 pensieri su “Studi cinema? Mi dispiace.

  1. Ciao Giulia! Ho letto tutto d’un fiato il tuo post e trovo coraggiosa la tua scelta! Prima di tutto non ti credo ne un’invasata ne una scema..capisco benissimo cosa stai passando e sicuramente non aver avuto inizialmente il sostegno della tua famiglia ti avrà causato più dubbi che sicurezze.., ti preoccupi per la delusione che hai dato, magari le loro aspettative sul tuo futuro erano opposte e più lineari con i tuoi studi…ma… c’è un ma..! 🙂 è ovvio che seguire la tua vera passione non può che renderli felici! Perché vedere una figlia con voglia di impegnarsi e di riuscire è già una vittoria, anche se si sperava per altro! 🙂 i genitori spesso si preoccupano per i loro figli, lo credo, anche se non sono madre. Non vergognarti mai della tua carriera! È tosta! Se hai preso questa via vuol dire che hai voglia di metterti in gioco di creare con le tue mani il tuo futuro! Come se fosse una statua di creta! 🙂 ti auguro un bocca al lupo grande quanto una casa! 😉 con la volontà si ottiene tutto!

  2. Ho avuto più o meno la stessa cosa anche io: considerato genio del PC (immeritato), all’università decido inaspettatamente di fare lingue orientali. A me andò male, e sono ritornato in informatica. Spero che a te andrà meglio! Nonostante le difficoltà, non mollare! Buona fortuna!

  3. e io che dovrei dire che dopo una laurea in SCIENZE della COMUNICAZIONE sto facendo un corso biennale gratuito finanziato dalla regione destinato ai neo-diplomati??? 😀
    scegliere un’università in base al lavoro che forse, magari, chissà, un giorno, potresti trovare sacrificando le tue passioni non sarebbe una mossa saggia, fai quello che ti senti e in bocca al pupo! 🙂

  4. Ci siamo conosciute proprio in questo contesto…quasi 4 anni fa a un concorso di cortometraggi a Roma… e ora sono felice di leggere questo post, cara collega! 🙂 Tu stringi i denti, io stringo te per farti un grande in bocca al lupo, di cuore! Selene

    • Mi ricordo benissimo di te Selene e pensa che è stato proprio quel cortometraggio a farmi entrare in accademia un anno fa. Un abbraccio e un in bocca al lupo anche a te per tutto!

  5. Pingback: #coglioneNO !!! | SYBELLE ♡

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